Aristide Gattavecchia
Scultore e pittore

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www.gattavecchia.it

www.gattavecchia.eu

 

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aristide@gattavecchia.it

Aristide Gattavecchia

Scultore e Pittore 
Artista del '900 italiano

 

Italia - Cesena FC

Aristide Gattavecchia

Scultore e Pittore 
Artista italiano del '900

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Opere commentate

Nel corso di varie esposizioni, alcune opere di Gattavecchia sono state oggetto di approfondimenti critici volti a favorire una maggiore comprensione, da parte dell’osservatore, delle tecniche impiegate e delle tematiche affrontate. 

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La Bruna - 1960
carboncino su cartoncino 40x30

 

L' Artista è stato capace di lasciarci dei segnali molto importanti del suo rapporto umano, in opere come questa, che è un notevole ritratto di grande forza.
Prof. Vittorio Sgarbi


Anche qui, benché tornino degli elementi fisionomici ad individuare il soggetto, prevale sempre il senso di introspezione nella pennellata complessa, nella sintesi accentuata, nell’insistere sulla monocromia.
Un sentimento forte pervade questo volto che evita lo sguardo, come se non volesse mostrare la sofferenza interiore.
 

La Bruna 80 - 1980

 

mista su plastica 30x24

 

"Gattavecchia ha vissuto le guerre e le profonde crisi che hanno sconvolto il Novecento, secolo in cui l’individualismo degli artisti giunge al culmine.
Le sue opere narrano di violenza, paura, solitudine, incomunicabilità, emarginazione.
Espressionista alla Munch, la donna emerge dal buio, marcata dalla luce diafana e con lo sguardo rassegnato nel vuoto: eppure quelle rosse labbra carnose non ne celano la bellezza e la passionalità.”

 

Prof. Vittorio Sgarbi

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Frammentazione
 1968
 mista su cartoncino 33x45
 

 

In un mondo grigio dove le nuvole sembrano pietre, è raffigurato un corpo vibrante con un manto nero al posto del capo.
La testa pur staccata dal corpo appare sognante e rilassata.
Il surrealismo di quest' opera ci porta in una dimensione onirica dove ogni parte di noi può essere frammentata e vivere di vita propria.
Corpo e mente spesso viaggiano su due piani distinti, a volte inconciliabili. 

L’Albero bianco 1992

 

mista su tessuto 75x95

 

Il tema dell’ecologia e dell’ambiente ritorna spesso nell’arte di Gattavecchia.
Già nel 1971 aveva denunciato, nell’opera “Tempi moderni I” il problema dei rifiuti, abbandonati in discariche a cielo aperto.
Ma in questo dipinto del 1992 dal titolo “L’albero bianco” va oltre.
Ritrae un panorama desolato senza vita né persone, solo un albero bianco esile e scarno. Sembra il risultato di un evento apocalittico che ha spazzato via tutto e lasciato spazio solo a improbabili residui di vita.
 La natura è devastata, restano solo le rocce senza soffio vitale.
Ma quell’albero bianco rappresenta la speranza, un esile filo di esistenza da cui partire per rinascere.
Il messaggio dell’artista, partendo da una visione pessimistica, ci porta a riflettere sui nostri comportamenti che potrebbero ancora correggere e risanare il nostro futuro.

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Frammenti VI - 1979

 

mista su plastica 65x48

 

Nel 1979 Gattavecchia ha prodotto una serie di 6 dipinti dal titolo “Frammenti” .

 

Si tratta di opere coerenti che hanno in comune un’idea, quella della scomposizione  della percezione dei contenuti.

 

Le realizzazioni e le variazioni cromatiche, le rendono simili ma mai uguali.

 

Dominano i colori accesi, anche se è potente l’effetto del nero come fondo;  alcune parti sono tagliate e rincollate con la tecnica del collage, attraverso un lavoro di ricerca e di ricostruzione simbolica.

 

Gattavecchia in ogni sua opera cerca di individuare l’essenza intima della persona, nulla è lasciato al caso, il messaggio è profondo.

 

Noi siamo un mix di emozioni, impressioni, turbamento, sensazioni.

 

Tutto questo completa il nostro io, in un complesso indefinito che contiene tutta la nostra vita interiore, l’essenza intima dell’essere umano.

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Indifferenza -  1979

mista su cartoncino 24x43


"Cinque volti maschili realizzati con il solo uso di colori bruni si stagliano su una superficie monocromatica. Quattro sono più vicini e soltanto uno, quasi come una figura di quinta, si presenta di profilo, con la bocca dischiusa.
Colpisce la scelta di rappresentare gli occhi socchiusi, nell'esplicita volontà di non creare empatia, nè suggerire un rapporto con il fruitore esterno della tela.  
La mancanza di comunicazione e l'indifferenza intercorre anche tra i cinque personaggi: sono vicini, ma ognuno è chiuso in se stesso, nel proprio muto egoismo.
Presentati con estrema stilizzazione formale e tipizzati come fossero maschere, questi volti divengono simboli dell'alienazione e dell'isolamento che attanaglia la società contemporanea." 

Introspezione - 1984

 tempera su plastica 65x45
 

 

Nell' opera "Introspezione" del 1984, Gattavecchia esplora il tema dell'analisi interiore, attuata attraverso la meditazione e la ricerca della consapevolezza di sè.

 

Nel dipinto, il soggetto femminile è raffigurato in posizione seduta sulle gambe, rilassato, quasi in atteggiamento di preghiera.

 

E' uno stato di quiete mentale che permette di ascoltare la propria voce interiore, riconoscere pensieri, emozioni e bisogni.

 

Dietro di lei compare un chiarore che la illumina, a sottolineare il momento della comprensione delle proprie emozioni, mentre davanti a lei si staglia una figura che rappresenta la sua parte interiore più intima rivolta verso un orizzonte nero che deve ancora affrontare.

 

La ricerca delle risposte fa parte dell'esperienza di tutti noi ed è una situazione angosciante che tutti noi abbiamo vissuto.

 

L'artista riesce a trasmettere l'intimità e la solitudine di un momento così particolare e profondo.

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Pensieri II - 1948

 

 tempera su cartoncino 46x32

 

Sono rappresentati 7 volti-maschera, aggrappati uno sull'altro, sospesi nel tempo. Non si vedono bocche ma solo occhi neri, che li fanno sembrare simili a teschi.
Il colore rosso che li "sporca" ci ricorda gli orrori della guerra.
Era il 1948 e le sofferenze passate erano ancora vivide e penose.
L'Artista esprime la sua profonda angoscia di esistere.
I pensieri che si affollano alla mente sono come teste senza vita, che fluttuano in una dimensione surreale che altro non è che puro subconscio.